A #MeetSanofi umani e umanoidi per vivere con i robot

Nel corso di MeetSanofi le risposte di Roberto Cingolani, direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia.

di CN LAB

Milano 09.10.2015 (CN) - Vivere tra umani e umanoidi. Tra 30 anni oltre un terzo della popolazione avrà più di 65 anni. E allora come sarà possibile garantire una sana e serena terza e quarta età? Quali impatti sociali e utilità avrà la robotica?

A rispondere nel corso di #MeetSanofi - il ciclo di talk con esperti, community e blogger promosso, a Milano, da Sanofi sulle tendenze della tecnologia e della medicina - è stato Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia e autore del volume "Umani e umanoidi, Vivere con i robot" (Il Mulino, 2015).
 
Cingolani ha maturato una lunga esperienza tra Italia, Germania, Giappone e USA, è autore di circa 750 pubblicazioni scientifiche e ha al suo attivo 46 famiglie di brevetti.
Fisico, esperto di nanotecnologie e dell'applicazione di queste ultime alla robotica.
 
"Tecnologia e natura – ha spiegato Cingolani - sono due concetti opposti, anche se la tecnologia è un surrogato della natura, se pur sovente vi entra in contrasto perché non è sufficiente il livello proprio delle tecnologie sviluppate per imitare la medesima natura in maniera appropriata. La robotica, nel futuro, continuerà a migliorare le prestazioni dell'essere umano. Si arriverà a raggiungere una età di 95, 100 anni e il robot, l'assistente personale, può essere una soluzione semplice e applicabile nella terza e quarta età, laddove non ci siano giovani disponibili a fare assistenza. La tecnologia può essere persino umanista, mentale...si tratta di conoscere qualcosa a fondo, applicarla e farla bene”.

Abbiamo parlato di:

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